Destino anarchico

Romanzo: la storia di Andrea, un 19enne pieno di rabbia alle prese con l'amore

Eccomi

Utente: AlexGuinness
Nome: Alex Guinness
Uno a cui piace la musica rock, punk. Che ama leggere romanzi contemporanei di autori italiani,inglesi, scozzesi e americani come Brizzi De Carlo Bukowski Welsh Ammaniti. E sopratutto uno che ha un solo sogno nella sua vita: diventare uno scrittore.

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sabato, 25 giugno 2005
:)))))

scusate la lunga assenza...

giuro che i prossimi capitoli sono in dirittura d'arrivo...

nel frattempo... per chi mi volesse conoscere meglio...

www.alexfotoricordo.splinder.com

in fondo sempre di Destino si parla...

Postato da: AlexGuinness a 13:41 | link | commenti (18) |

mercoledì, 01 giugno 2005
Arriva la catena...

Idem come l'Adriano Meis rispondo alla catena....

1)Volume totale dei file musicali: non è che io ne abbia un idea precisa, comunque più o meno un 350 fra cd e cassette, nel computer non ho file musicali... aspetto di avere l'adsl...

2)L'ultimo cd che ho comprato: Marlene Kuntz "H.U.P. LIVE IN CATHARSIS"

3) Canzone che sta suonando ora: "Ciao" del mitico Vasco

4)Cinque canzoni che ultimamente ascolto spesso :
1- Tommy Gun (The Clash)
2- Nuotando nell'aria (Marlene Kuntz)
3- Radiofreccia (il tema strumentale del film- Ligabue)
4- My Way (Sid Vicious)
5- Long Train Running (Doobie Brothers)

5) Cinque oppure un numero a piacere di persone a cui passo il testimone: allora a me piacerebbe conoscere le risposte di...assiro, eddierosso, sara, matteb e max... bastano???

ciao
e voi amici e lettori di destino anarchico... qual'è la musica che ultimamente vi prende???

Postato da: AlexGuinness a 14:57 | link | commenti (11) |

giovedì, 26 maggio 2005
16 capitolo

Intanto è arrivato Natale, e ci si domanda che sento possa avere tutto questo. Quanto gli ultimi episodi hanno potuto influire negativamente sul mio stato d’animo già distrutto di suo, quanto la depressioni costante faccia ormai parte del mio triste dna. Le storie, queste storie molto tardo-adolescenziali mi massacrano, è sempre stato così. E non è colpa mia, o forse sì. Dovrei smetterla di gettarmi anima e corpo in avventure che potranno avere si e no la durata di qualche mese. Il fatto è che io ho anche una paura boia di imbarcarmi in una storia seria. E, perdonatemi con i tempi che corrono forse non ne ho tutti i torti. E sempre stato così, tutti i miei amici, per fortuna non i più stretti, l’Alex non commetterebbe mai un errore del genere, si accompagnano con la propria ragazza da più di 4 anni ormai. Roba da mettersi le mani ai capelli. E mi domando se sono io quello sbagliato, il cazzone perennemente insicuro che passa la vita a leggere libri e ascoltare musica e provarci con tutte mentre il mondo va tutto nella direzione opposta. Io però non ce la faccio. Come si può capire a questa età che sia già quella giusta. Come? Bisognerebbe essere un po’ insicuri per aver bisogno di certezze così assolute così, subito. Eppure di tempo ce ne dovrebbe essere, e a buttare. Anche se stì cazzo di anni dopo i 18 iniziano a volare. Volano via e la vita ti scorre veloce accanto, la tua di vita e sembra come se non fossi più tu a dirigerla. E gli esami non dati, amori finiti o troppo tardi o troppo presto, famiglie apprensive, comportamenti altrui a dir poco irritanti, bè, ti massacrano le palle. Cammino per la città solitario, al buio, che poi io il buio lo amo, tutto sembra più bello sotto la luce fioca, e perso nei pensieri vado incontro agli amici. Cè quello stronzo di Claudio lo riconosco da lontano, ma per me ormai è come se fosse morto, come se non esistesse più. Massimo e Alex mi scorgono da lontano, conoscono la situazione e vedo che sono un po’ imbarazzati per la presenza del traditore. Li saluto, evitando accuratamente di non guardarlo neanche in faccia il coglione. Poi mentre scherzo con l’Alex ad un certo punto gli chiedo di Francesco, che fine abbia mai fatto, visto che non si fa più sentire e non risponde neanche ai messaggi. Ale mi guarda stranito, io mi rendo conto che ultimamente a causa di queste benedette ragazzine ci ho perso la testa e sono un po’ al di fuori di quello che succede nel gruppo. “Fra è un po’ che sta male”… mi dice con lo sguardo abbassato. “Sta passando certi casini”. Ale non ha molta voglia di parlarne, si vede che ci sta davvero male e questo fatto gli dà pensieri. Dico che non sapevo nulla, ma un po’ mi sale una tristezza assurda, era un po’ che non lo sentivo ed ora questa notizia ed io così impreparato che non so neanche come reagire. E’ tutto così buio. Ed in testa è un temporale di sentimenti e dolore. Passa tutta la voglia di qualunque cosa e torno a passo lento verso casa. “Non è così, mi dico e ripeto, non può essere”. E il dolore è irrefrenabile.

Postato da: AlexGuinness a 16:00 | link | commenti (12) |

martedì, 10 maggio 2005
new address

il mio nuovo indirizzo mail è mauromail1984@libero.it

come indirizzo fa abbastanza cagare devo dire... peccato perchè ad alexfrusciante ero particolarmente affezzionato...

Postato da: AlexGuinness a 19:21 | link | commenti (17) |

martedì, 03 maggio 2005
Nessuno lo saprà - Il nuovo romanzo di Enrico Brizzi

Consiglio a tutti di acquistare la nuova fatica letteraria del Brizzi, a parer mio il miglior scrittore italiano di sempre
I suoi libri precedenti sono semplicemente straordinari
Jack Frusciante è uscito dal gruppo
Bastogne
Paco e il più forte di tutti
Lennon Guevara Bugatti
Tre ragazzi immaginari
Elogio di Oscar Firmian e del suo impeccabile stile
L'altro nome del rock
Razorama
Il mondo secondo Frusciante Jack ora disponibile nella ed. limitata e numerata di Jack Frusciante versione cofanetto

Pubblico qui quello che lo stesso Brizzi ha scritto sul suo stupendo blog www.archiviomagnetico.splinder.com

(Tutto quello che gli altri non sanno sulle nuove uscite di Enrico Brizzi)

Consegnato il testo del nuovo romanzo il 31 marzo, riviste le bozze e sigillato il file il 7 aprile. Il titolo ufficiale del settimo romanzo di Enrico Brizzi, basato sulla traversata a piedi dal Tirreno all’Adriatico, è Nessuno lo saprà.
Un titolo che suonerà già familiare agli aficionados del sito, misterioso e scaramantico quanto basta per tutti gli altri. Viaggio a piedi dall’Argentario al Conero è il tenore del più didascalico sottotitolo (scritto molto in piccolo).
Il volume, dotato di un onirico apparato cartografico realizzato da Elisabetta Fumagalli gomito a gomito con l’autore, potrà fregiarsi di una meravigliosa copertina originale di Lorenzo Mattotti, grande nome dell’illustrazione italiana che per non mettere in ombra i conterranei ha deciso da tempo di vivere a Parigi.

Che storia è? / Bagliori dalle anteprime di lettura

"Brizzi depone (momentaneamente?) la chitarra elettrica e torna a suonare acustico, in piedi di fronte al microfono, senza effetti speciali o spargimenti di sangue. Con Nessuno lo saprà si chiude, undici anni dopo Jack Frusciante..., il lungo viaggio di un autore errabondo e finalmente capace di riportare tutto a casa".

"Spontaneo, divertente, sincero come un bel viaggio fra amici. Nessuno lo saprà è di gran lunga la prova migliore di Brizzi dai tempi di Tre ragazzi immaginari".

"Bizzarro come la maturità d’un autore capace di raccontare storie così diverse passi attraverso i luoghi (la collina, l’isolarsi fra amici, la necessità d’una differenza) sfiorati dieci anni fa da un testo d’esordio clamoroso come Jack Frusciante...".

DA NON PERDERE LO SPECIALE SU NESSUNO LO SAPRA' CON FOTO ORIGINALI DELLA TRAVERSATA E INTERVISTA A ENRICO SU GQ DI MAGGIO. GET IN TOUCH WITH AN EDICOLANTE NEAR YOU!!!

Nessuno lo saprà, edito da Mondadori nella collana Strade blu sarà disponibile in libreria dal 10 maggio. Anteprima al Salone del Libro di Torino, giovedì 5 maggio 2005.

Postato da: AlexGuinness a 15:42 | link | commenti (9) |

giovedì, 21 aprile 2005
Piccolo spazio pubblicità...

Mi ero ripromesso di non farlo...
Ma lo faccio comunque...

Pubblicizzo qui il mio nuovo blog...
www.bruciaingola.splinder.com dove pubblico i miei racconti ed i miei pensieri..
E' nato oggi quindi è praticamente nuovo...
passate a trovarmi...

A breve sempre su destino anarchico il nuovo capitolo...
mi raccomando vi aspetto numerosi su tutti e due i blog...

alex
www.destinoanarchico.splinder.com
www.bruciaingola.splinder.com

alexfrusciante@libero.it

Postato da: AlexGuinness a 15:09 | link | commenti (11) |

domenica, 10 aprile 2005
15 capitolo

Quanto si può essere stupidi a 19 anni, lo si può capire solo quando si perde la testa per una persona e non si è corrisposti. Perché non è possibile, non è giusto. Guardo dal finestrino del regionale il paesaggio che scorre lentamente alla mia destra senza mutamenti, accanto a me signore sulla cinquantina squittiscono su questioni di rilevanza politica-economica con argomentazioni pari a quelle di un bambino di 7 anni, e ogni tanto condiscono il tutto emettendo temibili giudizi e sentenze sui vip di turno. Ora capisco da chi hanno preso le vostre figlie. La voce metallica del treno mi intima di scendere dal treno chè la prossima fermata è quella che aspetto di raggiungere da una lunghissima mezz’ora così sollevo il Seven e mi accalco all’uscita spingendo una marea di gente giù per il gradino fregandomene degli insulti e delle imprecazioni della gente. Un altro minuto là dentro e facevo una strage. No, sul serio. Attraverso le strade stracolme di studenti esauriti e a passo svelto arrivo all’Ateneo provando subito un misto di ansia, nausea e disgusto. E’ la vista di quel posto, che all’inizio ti fa sentire grande, almeno i primi giorni. Poi, ci si rende conto che è un carcere come un altro. Forse l’unica differenza dalle scuole dell’obbligo è che si può fumare nei corridoi. Questo almeno fino a pochi giorni fa, visto che la dittatura fascista che investe il nostro paese da quattro lunghi anni ha proibito anche quello. Nazione di merda. Di merda. Ma fra poco ci sono le elezioni e tutto sarebbe finito. E vedo un sacco di gente che non vedevo da anni e non mi fa neanche un piacere. Anzi, non me ne frega nulla e se devo essere sincero dopo qualche minuto e qualche falso sorriso mi stanno tutti seriamente sulle palle. Seriamente. E capisco e ricordo per quale motivo avevo smesso di frequentare. Per non vedere più quelle facce di cazzo. In realtà un gruppo di amici ce l’ho, ma non si vedono oggi. Sono solo. Solo e forse voglio esserlo e non mischiarmi con quegli stronzi e forse no perché quando sono solo mi so solo fare delle gran seghe mentali. Vado a lezione… Psicologia generale. E non ho nessuna testa di ascoltare la prof, inizio a guardarmi intorno, sento che mi manca l’aria, tutte le belle sensazioni di questi giorni stanno svanendo, è un attimo. Cerco gente che mi sia simile, con cui instaurare un dialogo, un cazzo di dialogo, pur di non pensare, pur di non sentire la lezione. Nulla. Sono circondato. Da una parte c’è una che sembra che stamattina doveva fare un casting come modella vestita come una troia.  A destra uno sfigato pauroso, che prende appunti e sta, incredibile, seguendo seriamente il discorso senza né capo né coda della prof sessantenne. Penso al suicidio. Dietro e avanti, lasciamo perdere. Due ragazzette con l’apertura mentale di un canguro. Resto ancora cinque minuti, così, nel panico. Mi alzo, sbatto la porta ed esco. Telefono a Francesco, ma ancora una volta dall’altra parte il telefono intona tristemente il suo “tuuu”. Sono stanco di tutta la gente che incontro e scontro e dribblo per strada. Ripenso alle parole di Alex, prima che ci lasciassimo ieri :” Sai bene che non è così che funziona. L'hai capito col tempo. L'hai imparato ed ora non devi ripetere l'errore. Devi scansare gli sguardi, evitare i sorrisi. Altrimenti si ricade. Si perde, di nuovo.
Tutto ha inizio non appena apri gli occhi di prima mattina, parte il walzer della falsità. Il punto è che nella vita bisogna capire che ogni essere umano, ogni uomo fà il suo gioco. Nè più nè meno. Più che cattiverià è una specie di lotta per la sopravvivenza. E tu devi essere l’ultimo a cadere”. Risalgo sul treno. E chiudo gli occhi.
Estraneamento, ora, subito.

Postato da: AlexGuinness a 19:36 | link | commenti (13) |

giovedì, 10 marzo 2005
14 capitolo

E’ assurdo come in questo momento tutto sembri inutile, senza senso. Incredibile quanto si possa stare male per una persona che fino a pochi mesi fa era una completa sconosciuta. Pazzesco se si pensa che con questa si era condiviso solo un paio di orette gli ultimi due giorni. Però questo non cambia nulla. Poi Claudio, Claudio, cazzo non lo avrei mai detto, cioè che era un morto di figa si capiva, ma da lui non me lo sarei mai aspettato. E ci sto male. Perché ho perso la tipa. Perché ho perso uno pseudo-amico. Perché ho perso anche la testa. Allora facciamo un po’ il punto.. Silvia mi ha lasciato da un giorno all’altro senza un vero motivo, oddio i suoi motivi ce li poteva anche avere, peccato che io non riesco a capirli. Laura mi cornifica con uno dei miei amici, amico che poi conosce bene la situazione, la conosceva benissimo, semplicemente se ne è sfottuto di me, di tutto. Penso che per questo mese la sfiga potrebbe anche bastare.. no?? Cioè si è abbastanza toccato il fondo, mi pare! Tra parentesi, si aggiunga che fra pochi giorni è anche Natale e Capodanno e, ed io non sono davvero dell’umore. Mi arriva un messaggio di Laura, mi chiede nuovamente scusa, non le rispondo nemmeno. Certo questo non mi fa sentire meglio. Sono incazzato. E triste. Sono incazzato triste stanco e la depressione sale su che è una bellezza. Io non lo so. A volte sembra tutto così facile, così bello, a volte è il contrario. Questione di attimi, secondi, una parola, un gesto, possono far male, possono uccidere. Ascolto Carmen Consoli ed erano anni che non lo facevo. Credo che sia molto significativo. Ascolto Blunotte, ascolto Uguale a ieri. Ascolto addirittura Di Cataldo e Grignani. Certe volte viene davvero voglia di farsi del male. Penso alla canzone Ci vorrebbe un amico. Penso che in realtà Ci vorrebbe una fica. No, seriamente. Da domani si inizia di nuovo a frequentare all’University, non lo faccio mai, odio andare a lezione, dall’ultimo giorno delle superiori ho giurato di non seguire mai più una lezione, di qualunque tipo. E poi a lezione ci sono troppe distrazioni, troppe ragazze, comunque non sto certo ad ascoltare quello che dice il barone di turno. Però stavolta mi tocca, devo vedere altra gente, magari facce nuove. Perché la situazione attuale mi fa mancare l’aria. Ho bisogno di stimoli. Di novità. Tutto mi va stretto. Anche la mia camera che adoro. E’ la mia tana. Ma in questo momento stare solo mi fa solo male. Penso. Penso troppo. Non devo pensare. Non devo, non devo. E poi cosa ho sbagliato? Bah! Domani sera stà il concerto degli Shandon, mi sa tanto che chiamo l’Alex e domani ci si va ad ammazzare di birra e ska-punk. Faccio uno squillo a Francesco, non risponde. Gli scrivo un sms e gli chiedo come va?, in fondo è un bordello che non ci si vede e sente. Francesco però mi preoccupa davvero, non è da lui sparire così, è sempre stato un entusiasta, uno sempre vivo, uno che non si lascia andare a paranoie. Di solito poi è uno che fa messaggi fino alle tre di notte, non ama dormire, dice che è tempo perso, dice che la notte sono ore da non buttare, Francesco dorme pochissimo, ecco perché quando mi è capitato di incontrarlo la mattina all’università sembra uno strafatto. Ha delle occhiaie da paura la mattina, peggio di Meneguzzi.  Ancora squilli di Laura. Si sente una merda è ovvio. Vabbè, non ho alcuna voglia di fare messaggi con lei dopo quello che è successo oggi. Non penso vorrò mai più avere a che fare con lei. Invio un altro messaggio a Francesco, non ricevo risposta, in compenso mi addormento con il cellulare in mano.

Postato da: AlexGuinness a 18:03 | link | commenti (16) |

sabato, 05 marzo 2005
13 capitolo

Bè Andrea come va? esordisce l’Alex che mi guarda e squadra dalla testa ai piedi con la sua aria da incazzato col mondo e allo stesso tempo mostra interesse verso quello che dico. Mi è difficile parlare, non conosco bene i miei sentimenti, non riesco davvero a capire quello che mi brucia dentro. Prima non accadeva mai, ora sempre. Gli parlo di Laura e un po’ mi sento patetico, lui mi guarda con un sorriso ironico stampato sulla bocca, lo fa sempre, lo fa perché mi conosce, conosce quanto io sia uno che si perde in seghe mentali, in problemi inesistenti, quanto una ragazza possa farmi perdere completamente le ragione. Dice che è inutile forzare le cose, che tutto deve fare il suo corso. Ma a me questo non basta, non so perché, sono stanco di mezze stagioni, voglio conoscere come stanno davvero le cose secondo Laura. Poi ci trasciniamo ad un pub e torniamo a parlare di argomenti e situazioni più leggere. Parliamo della nuova tipa con la quale si accompagna, si chiama Chiara ed ha 16 anni e mezzo. Dice che non è male, che è simpatica e capisce di musica e questo gli basta. Alex giudica la gente soprattutto dalla musica che ascoltano. L’ho visto con i miei occhi lasciare una tipa perché questa si ostinava ad ascoltare i Blue. E’ un episodio che mi fa impazzire, anche perché la tipa era carina… ma rappresenta bene la coerenza di Alex. Ci svuotiamo un po’ di birre ciascuno e poi ci diamo appuntamento a data da destinarsi.
Corro a casa e vedo che Laura mi ha mandato un messaggio di buonanotte. Cosa evidentemente positiva. Ovvio. Cerco di non illudermi. Lo faccio. Vado a letto felice. Sogno Laura, oddio a dire la verità sogno prima Giorgia, poi lei. Faccio sogni abbastanza spinti a volte... Laura nel sogno forse è ancora più bella di quello che è… Ma nel sogno mi sorride e si nega, si avvicina e si allontana, appare e scompare…

Mi sveglio e stamattina fa davvero freddo. ma freddo per davvero. piove anche. e il cielo non promette niente di buono. faccio sms a Laura che è a scuola. Mi risponde in maniera un po’ fredda dopo tre ore. Dice che stasera non possiamo vederci perché deve studiare…  Ok, cioè, voglio dire, non è che la posso obbligare ad uscire, mica tutti fanno una vita da artista come me che non studio un cazzo dalla mattina alla sera ed ho l’esame alle porte e davvero che questa volte mi fottono davvero. Questo pensiero però non mi rovina certo la giornata, passo le ore al computer a scrivere, ad ascoltare musica, a suonare la chitarra, telefono a Massimo ed Alex perché la Juve ha rubato anche domenica ed è bello prendere in giro Massimo, juventino sfegatato che riesce ancora a negare che la juve ha vinto solo perché si è dopata e grazie agli arbitri, e meno male che ci sono i tribunali. Non me ne vogliano i gobbi, si skerza. Decido di uscire comunque stasera, anche senza Laura, ho voglia di stare un po’ con gli amici a fare il cazzone. Mi trovo con Max e Alex alle nove e andiamo a prendere un po’ per il culo i ragazzi dei circoli delle chiese. Qui dalle mie parti sono degli sfigati paurosi. Poi sfidiamo il freddo e ci sdraiamo sulla spiaggia vicino al mare ed è una bellezza. Adoro il rumore del mare e il suo profumo la notte, nel silenzio. Odio andare al mare d’estate di mattina invece, tutta quella gente, mi dà solo fastidio. A volte penso che sono davvero una testa di cazzo solitaria e nostalgica. A volte invece lo sono e basta. Poi  lascio gli altri e mi avvio verso casa. Poi mi fermo. Cioè mi blocco. Cioè, no, sono gelato. Vedo Laura. No, vedo Claudio. Calma, vedo Laura e Claudio. La prima doveva stare a casa reclusa a studia, Claudio non usciva con noi perché rimaneva al Partito (è democristo di merda). Piccoli particolari questi, se non fosse che in questo momento sono in via Mazzini e si stanno baciando. Cazzo si stanno baciando. Sulle labbra. No, sulla lingua, con la lingua. Si stanno toccando. Cazzo, stanno pomiciando, Cazzo, cazzo, cazzo. Sento il cuore che per un secondo si ferma davvero, non so se è più la sorpresa, la meraviglia, il dolore, il non-credere a quello che guardo. Claudio, l’ho sempre saputo che era stronzo. Cazzo vota Udc… vorrei vedere. Laura, Laura,cazzo! Passo davanti ai due che presi dalla loro foga non mi avevano neanche visto, Claudio dice “Ciao” senza avere il coraggio di guardarmi negli occhi. Laura dice “Scusa” e abbassa lo sguardo. Io dico “ Vaffanculo” e scappo via, anche da me stesso.

Aprendo i quaderni di appunti dell’ università mi imbatto in una vecchia pagina scritta qualche mese fa. Non ricordo a quale ragazza pensavo quando l’ho scritto. Non ho una buona memoria. Mai avuta.
C’è scritto:
Capita a volte di amare una persona,
ma non una persona normale, stiamo parlando di un cigno, signori miei,
e capita spesso e volentieri che queste splendida cerbiatta se ne frega  di noi, di quello che siamo, cedendo all'apparenza o all'impressione del primo incontro.
Capita a volte che la voglia di uscire, parlare, vivere svanisca così di improvviso e tutto diventa una merda.
Quelle volte che la vita diventa £triste e vuota" come una birra senza'alcool".
E' ormai tempo di crescere, ma l'amore non ne vuole sapere e si sta male, male da morire come dice Tiziano Ferro.
E allora l'orgoglio se ne va, non è facile amare un altra persona più di sè stessi.
Poi la persona in qurestione ti vuole come amico. Ma così è peggio, l'illusione è dietro l'angolo, il dolore ad un metro da te.
Così, fino al prossimo cigno.
Falling in love Again e stavolta sempre più a fondo.

Sempre più a fondo, ecco, appunto! 

Postato da: AlexGuinness a 21:27 | link | commenti (10) |

mercoledì, 09 febbraio 2005
...Risposte per tutti... :)))

Piccolo post-pausa... ne approfitto per rispondere alle domande che ogni tanto mi ponete.... 

Allora... cominciamo...

x sadFlyer: a quale frase ti riferisci???

x donde: non ho idea di quanti capitoli manchino alla fine del "romanzo"... perchè ho la trama ben chiara in mente ma il numero di capitoli ed i tempi di stesura completa dipendono molto dal modo in cui svilupperò (e questo al momento mi è completamente oscuro) ogni singola situazione.. insomma posso solo anticipare che alla fine mancano minimo altri 78-80 capitoli.... e non sto scherzando... poi non so... magari saranno di meno... o anche di più.. non dipende da me... dipende sopratutto dal modo in cui la storia brucerà dentro di me.... dal modo in cui chiederà di essere scritta... comunque ti consiglio di leggerla capitolo x capitolo... perchè... siamo solo all'inzio....

x virginiachiara: molto interessante il confronto sull'esistenza o meno del destino... ti dirò che a volte  la penso anche come te... a volte invece è il contrario... non so se il destino esiste o no... so che la vita è una continua sorpresa... nel bene nel male... io non dico che è una trama già scritta e che non dipende da noi... anzi... DEVE dipendere da noi... però tutte quelle coincidenze... gli incontri... gli scontri... tutto quello che accade senza la nostra vlonta... molte volte non possiamo fare nulla per evitare che la vita ci venga addosso... ed è quello il bello... l'incertezza... nulla è già scritto... nulla non si può cambiare... ma in qualunque modo ti comporti c'è un qualcosa che non si può contollare...  io questo lo chiamo destino anarchico... magari scrivo e mi contraddico da solo... vabbè.. dai mi capita spesso...

.x silvia: è vero... me ne ero accorto ma mi dimentico sempre di aggiustare.... lo farò subito... grazie mille per la correzzione... e grazie d leggere con così tanta attenzione... mi raccomando se trovate altri errori così eclatanti.... avvisatemi... Ha rispondo ad una tua vecchia domanda... la storia è completamente inventata... così come i nomi e altre cose... ma le emozioni... credetemi... quelle le ho vissute davvero...

x LolyPinUp: grazie!!! sono commosso! davvero! non avrei mai creduto che qualcosa che avrei scritto potesse suscitare delle emozioni.... continua a leggermi... come vedi ti ho linkato...

grazie a  CletoRomantini,meimi,_BitterSweet_, sugah, iaiakasa84, jeski, sorriso al pubblico e tutti gli altri per i complimenti, sono contento che fino ad ora il "romanzo" vi sia piaciuto... spero che continuerete a leggerlo...

ringrazio soprattutto i miei lettori storici (quelli che mi hanno seguito capitolo per capitolo fin dall'inizio e che continuano a farlo): 24 shots, ali, ala (kittizen.splinder.com), anack, mmazzi, gorgia, laura48, mereana, sk83r-crazy.

grazie anche ad enrico brizzi e a de carlo perchè senza di loro la mia vita non avrebbe senso...

Postato da: AlexGuinness a 20:08 | link | commenti (30) |

12 capitolo

Quello che è successo dopo, o miei lettori, è facilmente intuibile. Non sarà per voi difficile immaginarmi mano nella mano con la Laura, intenta a spostare il discorso su qualunque cosa pur di evitare di parlare di noi, di noi insieme, intendo, come coppia, intendo. Con un tentativo anche molto simpatico della adorata di trascinare il parlare su questioni delle quali mi sembra abbastanza evidente, ne converrete vero?, in questo momento non me ne potrebbe fottere minimamente, tipo la sua voglia di riappacificarsi con quella sua vecchia amica di penna del Trentino con la quale per un non si sa quale motivo ha interrotto la comunicazione oppure l’elenco completo delle interrogazioni e dei compiti ed i rapporti con i suoi “simpaticissimi” compagni di classe ed i prof che purtroppo non vogliono accompagnarli in gita ecc. Smuovo ogni cinque minuti la testa per dare segni di assenso ma la testa è completamente da un'altra parte ora, vorrei chiedergli di noi. Non so, magari mi piacerebbe un pò mettere in chiaro il nostro rapporto alla luce di quello che è accaduto. Ultimamente l’insicurezza mi ha reso bisognoso di conferme, di spiegazioni, soprattutto nei rapporti con gli altri soprattutto nelle avventure “amorose”, e ci penso, e più mi domando che fine ha fatto il vecchio “duro” Andrea. Sembra scomparso, intimorito dalla paura, da una paura non descrivibile, un po’ depressione e un po’ sconcerto di fronte al mondo sempre così difficile da leggere e capire. Poi non ce la faccio più e le chiedo in maniera piuttosto diretta cosa diavolo pensa di farci di noi due, come vede la cosa, come pensa di condurre lei questo gioco, cosa ne sarà di noi. “Niente Andrè, io stò bene quando sono vicino a te e quindi mi piace uscire insieme e anche baciarti”. “Si va bene, ok, capisco, però non so, non senti il bisogno di definire un po’ meglio la cosa? Cioè, voglio dire, cioè, stiamo insieme o boh, che ne so, cioè cazzo c’è fra noi, ecco, mi piacerebbe saperlo”. “Ma perché questo bisogno di definire tutto e subito, dai il futuro ci darà le risposte che vuoi”. “Ah, va bene” Si, va bene il cazzo. La accompagno a casa in questo clima di incertezza ma infondo sono contento e forse basta non fare pressioni inutili e tutto verrà seriamente da solo. Si, il tempo dà sempre le risposte e cercarle quando ancora non ci sono è solo una perdita di tempo. Vado alla villetta e vedo l’Alex seduto su una panca in legno, avvolto in un leggerissimo chiodo, che seppure completamente fuori stagione gli dona una aria rock, che io in questo momento potrei solo sognarmi. Però neanche l’Eskimo verde che ho addosso è così male, anzi. Anche se fa molto più intellettuale di sinistra iscritto a rifondazione che. Comunque… L’Alex mi vede arrivare ma non si alza, vedo il sorriso sul suo volto ma è un sorriso di complicità. L’Alex sorride poco, però non gli si può rinfacciare niente, no, davvero, mi piacerebbe avere un po’ dello stile dell’Alex. Mi paro davanti a lui e bofonchia uno strascicato “Cià”. Gli rispondo, sono contento di vederlo, perché con lui tutto sembra più semplice, più facile, quando si parla con l’Alex tutto è possibile, i sogni, bè per lui, sono solo qualcosa che si realizzerà, magari non subito, ma in futuro è certo. E questo ottimismo, questa autostima, questa sicurezza ti prende, ti affascina, ti porta via. L’Alex piace molto alla tipe. Non è difficile capire il perché.

Postato da: AlexGuinness a 20:06 | link | commenti |

lunedì, 07 febbraio 2005
11 capitolo

Al muraglione ci si arriva dopo una bella camminata di 20 minuti costeggiando il porto… Poi si salgono delle scale e ci si ritrova in un posto buio, solitario, ma di una tranquillità e di un silenzio carico di  vibrazioni positive. Insomma è il posto ideale dove portare una ragazza che si vuole conquistare. E’ un posto in cui è bello anche andare insieme agli amici, magari in una di quelle sere d’estate quando il venticello e la brezza marina non dà fastidio, anzi, ed è bello bere qualcosa e confidarsi e guardarsi negli occhi e. Salgo le scale tenendo per mano Laura perché sono abbastanza rotte e pericolose nonostante siano di pietra. Devono stare qui da secoli. Arriviamo sopra e nonostante il freddo è tutto proprio come mi ricordavo, solo più gelido, vabbè poi è anche colpa mia, non è da persone normali venire a Dicembre qui sopra ma ci tenevo tanto a mostrare il posto a Laura, ieri aveva detto che non era mai stata qui. E non essere mai stati qui è un peccato mortale. Perché è l’unico posto che mi piace della mia città. Perché io, la mia città, la odio. E insomma, appena arrivati sono aggredito dai ricordi, e mi appoggio alla muraglia di pietra bianca e guardo verso il mare e poi di nuovo la città, illuminata, da lontano sembra quasi bella, questa cosa mi mette i brividi. Da lontano tutto sembra diverso da come è realmente. E insomma tutte quelle stelle in cielo e la sera buia e il silenzio e il mare e le luci in lontananza che non accecano ma colorano, chiudo gli occhi per assaporare il tutto. Non capita spesso, se ci pensate. E mentre solo lì perso nelle sensazioni sento le labbra di Laura sulle mie ed è un attimo. Un istante. Un vortice di emozioni che si impossessano di me senza che io possa realmente reagire. Sento la sua lingua affondare dentro di me come una freccia che irrompe nel cuore mandando in frantumi tutto, crollano le certezze, crollano le cose in cui ho sempre creduto. Mi giro verso di lei ma non apro gli occhi. Sono inerme. Inerme. Però va bene così, va benissimo. Le mie mani la stringono e non è come ieri, ieri era voglia di, oggi è bisogno di, necessità di. Mi rendo conto che la storia con Laura è ripartita, ricominciata. Sono contento. Né più ne meno. E’ stato il destino, penso. E’ il destino che ci vuole ancora una volta insieme. Magari ha in serbo per noi cose bellissime. Che so. E intanto Laura è qui, qui accanto a me, qui di fronte a me, addosso a me e io non vorrei essere in nessun altro posto . Ci stacchiamo un attimo, ci guardiamo imbarazzati, mi viene da pensare che mi piacerebbe tanto che anche lei provasse in questo momento quello che provo io. Questa voglia, anche di vivere se vogliamo, una voglia che ultimamente era passata. E penso di nuovo alle coincidenze che ci hanno fatto incontrare, che ci hanno allontanato e ora ci hanno portato qui, in questo momento in questo posto.  E’ il destino, il destino anarchico che fa quello che vuole, senza chiedere permesso o scusa a nessuno, fa il suo lavoro in silenzio, crea e distrugge. E’ il destino anarchico e in quanto tale non ascolta e non parla e fa di testa sua e noi ne siamo solo spettatori, complici, vittime. E’ il destino anarchico. Anarchico.

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sabato, 05 febbraio 2005
10 capitolo

 Madonna, come cazzo è bella oggi. No, davvero, dico sul serio. Il fatto è che di inverno le ragazze mi fregano sempre, cioè di sabato perdo la testa perché sembra che hanno le tette più grosse, d’estate perché hanno indossano con non-calanche mini magliettine con mini gonnine con mini perizomino che praticamente si può dire che passo le serate a dare i voti a tutte le tipe che mi passano davanti. C’è dà sentirsi anche un po’ maniaco in questo… bah. Ma è d’inverno che mi innamoro. Perché non so se ci avete mai fatto caso ma le ragazze d’inverno si vestono in una maniera da scioglierti il cuore. Niente tette e culi al vento che poi alla fine uno ci si fa l’abitudine e. No, niente di tutto questo, d’inverno abbinano sciarpe coloratissime con cappottini e cappelli e guanti e borse con una attenzione paurosa ai colori, all’effetto totale di tutti questi accessori che noi maschi ci sogniamo soltanto. E a vedere queste ragazze vestite in questa maniera praticamente perfetta c’è da innamorarsi sul serio. Sul serio, dico. E così va a finire che io, che a parte questo ultimo periodo abbastanza disastroso, si, miei affezionati, proprio io, il duro della compagnia, quello che ai concerti punk-rock-emo-ska-core è sempre in prima fila a scagliarsi contro armadi senza paura, colui che ama il pogo e benedice ogni mattina il vecchio Sid di averlo inventato, colui che non ha mai fatto mistero che si, le storie a questa età bisogna averle, però raga, niente di serio eh, che poi ci si finisce sposati senza neanche rendersene conto, bè proprio io che considero la birra l’unica bionda della mia vita e l’inter l’unica cosa a cui rimarrò sempre fedele, cazzo gente, io mi sciolgo. E la bella Silvia è bella e dimenticata, oddio non del tutto, però, cioè, insomma, diciamo che almeno non ci piango più e il senso di vuoto e di solitudine a questa età bisogna combatterlo, e che cazzo. Infondo basta un amico due birre un bel cd di cock rock e tutto passa, no??
Mi avvicino alla piccola Laura e vicino a lei, oggi mi sembra che infondo va bene anche così, mi sento anche più grande, mi gioco le mie carte senza paura, l’Andrea di ieri è un povero pulcino rispetto a quello di oggi, di ora, di adesso. E nonostante il suo evidente non entusiasmo, la sua voglia di uscire con me è evidente, dai, su , che è così, non lo vedete anche voi, cari lettori, non vedete come mi sorride, certo è un sorriso alla Bob Dylan, apre appena la bocca senza neanche mostrare i denti e le fossette, però cazzo, gente, la smettete di guardarmi così, giuro che non sto rimbecillendo. E’ lei, è lei, lo sento, oppure no, non è che è l’alcool che ho ingurgitato prima di venire all’appuntamento a rendermi così ottimista… Parliamo, ridiamo io soprattutto lei forse un po’ meno.  La porto sopra il muraglione… spero in una bella serata, spero in me, spero in lei.

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giovedì, 03 febbraio 2005
9 capitolo

E’mattina. Mi alzo e sono le 12:00, mi faccio schifo da solo. Poi mi ricordo che Bukowski aveva detto che il suo segreto nello scrivere stava nel non alzarsi mai prima di mezzogiorno e con questo mi sento almeno un po’ la coscienza apposto. Poi mi rendo conto che io non sono Bukowski e neanche uno scrittore e mi torna la paranoia… Vabbè mi dico, telefoniamo al Alex che in questo momento una bella uscita è quello che ci vuole per schiarirsi le idee. Con l’Alex si tende a parlare di tutto e di più, si passa da discorsi seri a battute e prese per il culo senza neanche accorgersene, si ride poi si riflette salvo poi scadere nel puro cazzeggio. E’ questo il bello, il non prendersi mai sul serio, il cadere sempre e comunque nella risata che risolve tutto e poi si è di nuovo pronti ad affrontare il mondo con la giusta consapevolezza senza ammazzarsi di seghe mentali e problems.  Faccio il numero di casa del socio ma non ricevo nessuna risposta. Forse è uscito penso. Penso che lo richiamerò più tardi. Nel frattempo mi sparo a massimo volume il cd dei Verdena. Dopo 50 minuti di pura goduria mi ingollo una Nastro Azzurro e mi affaccio alla finestra e il mio sguardo cade sul cielo azzurrino-arancione,  dopo tutti questi giorni di freddo e di pioggia e di neve mi sembra già un segno positivo. Il pomeriggio passa veloce e lento a seconda di quello che faccio e senza neanche accorgermene arrivano le 19:00. Rispondo agli squilli di Laura, sono contento almeno un po’ che ogni tanto forse mi pensa. Oppure no, magari è una di quelle che fanno gli squilli a tutta la rubrica, cazzo questa è una cosa che mi faceva più o meno abbastanza impazzire qualche anno fa. Vabbè comunque ormai a 19 anni diciamo che ho smesso di perdere tempo appresso a stè cose. Diciamo. Purtroppo quando uno ha un carattere abbastanza ossessivo-compulsivo e non so neanche se si dice così (per lo meno nel mio caso) è difficile cambiare del tutto. Richiamo Alex dice che ci si vede stasera dopo le 22 perché ha da fare con una tipa. Bene mi dico. Faccio giusto in tempo a lasciare la Laura e poi ci si va a bere qualcosa con l’amico.  Mi vesto in fretta e furia perché fra una cazzata e l’altra è arrivata l’ora dell’appuntamento con la girl e mentre mi infilo qualcosa di decente sento dei rumori dalla cucina e capisco che i miei si sono già incollati davanti alla tv. Anche stasera starà qualche cazzata del tipo Grande Fratello o Amici o merdate del genere. Odio la tv, odio i reality show, odio anche le fiction, odio la gente che non esce per vedere stà roba. Penso che Caparezza ha proprio ragione quando dice queste cose nelle sue canzoni peccato che la gente che le ascolta non capisce un cazzo di quello che dice o anche se lo capisce fa finta di nulla, non si sente colpita da quelle affermazioni. Perso in questi pensieri mi avvicino sempre più al posto in cui ci dobbiamo incontrare e il suo sorriso che mi illumina da quei 4-5 metri che ci separano mi rende felice. Vuoi vedere che stà cavolo di storia può essere qualcosa di importante, vuoi vedere che non è solo una questione di attrazione fisica, vuoi vedere che potrà nascere qualcosa da vivere intensamente??? Bah…

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sabato, 22 gennaio 2005
8 capitolo

Mi sveglio di soprassalto nel bel mezzo della notte a causa di un incubo, non ho alcuna voglia di riaddormentarmi e quindi mi alzo e trascino il mio corpo fino al bagno, a causa della mia anemia faccio uno sforzo tanto sovraumano quanto inutile. Torno in camera e butto un occhio sul cellulare per vedere che ore sono, in quanto è buio pesto e il mio cazzo di orologio dell’Inter sono ormai mesi che non cammina più. Sono le quattro e mezza ma non è questo ad attirare la mia attenzione quanto La scritta 3 messaggi ricevuti… Premo furiosamente il tasto di ok ed i messaggi mi si parano davanti pronti a soddisfare la mia curiosità e soprattutto la mia ansia. Il primo è un messaggio della omnitel, non lo leggo nemmeno e passo subito agli altri due. Il secondo è di Alex, dice che è tantissimo che non ci vediamo e che è una vergogna che quando sono fidanzato o mi vedo con qualche ragazza sparisco dalla circolazione. Penso di chiamarlo domani e di organizzare una bella uscita alcolica per parlare delle ultime news. Il terzo messaggio, quello più inaspettato è di Laura, dice che a parte il mio neanche tanto velato tentativo di saltarle addosso la serata gli è piaciuta, dice che sono migliorato rispetto a questa estate, dice che anche il carattere è cambiato anche se sono e rimango uno che ha 19 anni ma ne dimostra di meno perchè faccio l’offeso a oltranza e senza motivazioni quando non ottengo quello che voglio. Si capisce che l’accaduto di ieri sera l’ha un po’ spaventata, la mia furia cieca che cerca di ottenere “tutto” e subito deve averla colta un po’ di sorpresa e anche spaventata, del resto ha solo 15 anni e mezzo. Però è evidente che si rende conto di essere stata lei a provocare e quindi capisce che non può dare tanto peso all’accaduto. Il messaggio continua e dice che bè si insomma a lei andrebbe di rivederci magari anche domani visto che è libera e che se voglio, cioè si potrebbe anche fare un'altra uscita visto che quella di ieri non è stata la serata più brutta della sua vita. Sono contento. Cioè, questo è un cazzo di chiaro sintomo che non ho la sfiga completamente contro di me. Rispondo nella maniera più fredda che posso perché questo è il punto più delicato quando si inizia ad uscire con una tipa e non bisogna mai far vedere che non vedete l’ora di rivederla o che dipendete già un po’ dalle sue parole. Che poi nel mio caso, non è che per lei provo qualcosa di più di una semplice attrazione sessuale, voglio dire, l’amore è un'altra cosa. Però Laura è davvero carina e lasciar perdere o farsi accozzare così senza un vero motivo sarebbe un peccato. Vabbè scrivo “la serata è piaciuta tantissimo anche a me e mi farebbe piacere rivederti anche domani” poi ritorno sul messaggio e cancello il tantissimo, rileggo, invio. Mi rimetto nel letto. Buonanotte. Che per domani sera non bisogna fare cazzate.

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martedì, 18 gennaio 2005
7 capitolo

 

Arriviamo sotto il portone dopo 10 minuti d’inferno e mi rendo conto di come la situazione sia assurda e imprevedibile. Inizio a sudare nonostante faccia un freddo cane. Apro il cancelletto rosso e la porta di casa con la mano tremante e le lancio un sorriso incerto, gioco in difesa, aspetto che sia lei a dire qualcosa, la trascino per un braccio in camera. Non parliamo. La vedo affacciarsi alla finestra e le osservo il culo mentre mi siedo sul letto con la testa confusa e pieno di incertezze. Laura si gira verso di me e credo che riesca a percepire lo stato in cui mi trovo. Inizio a farle domande irritanti e ripetitive senza ottenere da lei delle vere e proprie risposte. Cerco di non pensare a quello che succede, mi vengono in mente tagli di capelli sempre più strani o radicali, pensieri riguardanti i prossimi esami che devo necessariamente dare. Laura ad un certo punto sofferma lo sguardo su di me,  sorride, si avvicina e si siede inevitabilmente accanto a me poggiando la sua testa sulla mia spalla. Il problema è che fa tutto questo come un qualcosa di dovuto, si vede da lontano un miglio che anche lei preferirebbe essere altrove. E’ un attimo e ci ritroviamo con le labbra uno contro l’altro senza neanche rendercene conto, sento le sue mani scorrere sulla mia schiena, cerco di annullare tutti i pensieri e di vivere a pieno il momento anche se mi riesce particolarmente difficile, poi da un momento all’altro sento i muscoli del corpo che si rilassano ed i nervi che si sciolgono ed inizio a toccarla anche io, infilo le mani sotto la magliettina e salgo verso i seni senza che Laura opponga una vera resistenza. Da come bacia sembra che sia un bel po’ che non combina con ragazzi. Mi viene in mente di sfruttare la situazione, ma proprio nel momento in cui sento le mani scendere verso la zip dei sui jeans, Laura decide che può bastare così e che si stà andando un po’ troppo avanti per i suoi gusti. Mi sembra di impazzire. Insisto. Non con le parole perché non ne ho la forza, ma le mie mani e non solo loro hanno deciso che questo mordi-e-fuggi non mi basta. Laura mi allontana, capisco che questa si può ormai tristemente catalogare come l’ennesima storia finita ancora prima di iniziare. Laura non sembra dispiaciuta nel vedermi in questo stato. Poi senza un vero motivo passiamo ancora qualche minuto a baciarci ma mi sembra chiaro che l’idea di volgere la serata a qualcosa di più è solo un sogno e che a quanto pare bisogna accontentarsi, almeno per stasera. Poi sono le 11:00 senza che me ne accorga e la santarellina inizia a squittire che è tardissimo e che i suoi la uccidono e che se non la accompagno subito a casa non la fanno più uscire fino al 2020. Così la accompagno a casa in fretta e furia senza avere neanche il tempo di parlarle di quello che è accaduto stasera e di quello che sarebbe potuto accadere nei giorni a seguire. La vedo citofonare e salire le scale, rimango giù al portone e la guardo finche riesco con la speranza che si giri verso di me un ultima volta, magari per un sorriso, inutilmente. Torno a casa con la testa bassa, inizia anche a piovere e stò senza un cazzo di ombrello perché io non ne uso. Si può dire che praticamente li odio. Sul serio. Comunque arrivo a casa e mi butto sul letto senza neanche controllare il cellulare che stò troppo stanco e rotto di palle.

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sabato, 18 dicembre 2004
6 capitolo

Esco di casa sbattendo in successione la porta della mia stanza e poi quella principale e mi avvento come un coguaro per le scale perché mi rendo conto che sono in un ritardo spaventoso e che l’appuntamento è in un posto abbastanza distante da casa mia. Penso a Laura, a come sarà vestita oggi, mi chiedo se sarà cambiata rispetto a questa estate, cerco di ricordare il suo profumo, qualche momento felice passato insieme. Ma i ricordi sono sfocati e non mi portano più sensazioni né positive né negative, forse perché la storia non ha lasciato traccia dentro di me o perche sono io che ormai quando si chiude una storia cerco di cancellare dalla memoria molto del tempo passato con gente con cui le cose sono andate male. Penso veloce e cammino veloce, tanto che riesco ad arrivare in anticipo sotto i portici e nell’attesa che Laura arrivi do un occhiata alle vetrine della Feltrinelli, magari con l’idea di regalarmi qualcosa che questo Natale a quanto pare sono davvero solo e di regali se non  me ne faccio io…

Laura arriva, la vedo da lontano avvicinarsi con il suo passo leggero, ha dei jeans denim che le scendono perfettamente lungo i fianchi da sedicenne, un maglione rosso che le sta benissimo e una sciarpa che le avvolge il collo di un colore che da lontano non riesco bene a definire. Mi guarda sospettosa perché è evidente che cerca di cogliere dal mio sguardo i motivi del nostro incontro, cerca di estrapolare da me emozioni e stati d’animo e di tenere nascosti i propri. Ci studiamo. Ci scambiamo un ciao e un bacio sulle guance più per convenzione che per vero trasporto. Senza contare che a me il contatto fisico mi ha sempre dato un po’ fastidio. Vabbè con la ragazza di turno no, ma mi ha sempre dato una sensazione di troppa confidenza essere abbracciato o semplicemente toccato dalle persone soprattutto durante le feste quando la cosa si fa obbligatoria. Non so se mi capite. Laura sorride, è nervosa, forse troppo. Cerco di sondare la situazione, faccio domande nervose su di lei, su cosa è cambiato in questi mesi, magari mi interessa davvero e magari no, lo faccio solo perché qualcosa bisogna anche dirla e lei non è certo la ragazza più loquace del mondo. Laura è un po’ così, non è che sia apatica però è una che dal partner non chiede nulla e non dà nulla. Ci sono ragazze che quando ci stai insieme ti aprono mondi nuovi, Laura non è una di quelle. Il problema è che una ragazza molto intelligente e probabilmente ha capito nonostante la sua età molte più cose di quante ne abbia capito io nonostante abbia vissuto tre anni più di lei. E quando una persona ha capito come funzionano realmente le cose, tende a diventare così, a non farsi più impressionare da niente perché acquisisce la consapevolezza, e lo scontro con la realtà fa diventare la gente più seria, triste. A volte sarebbe meglio vivere nell’illusione, la realtà fa malissimo. A me capitano spesso momenti di lucidità, in cui tutto appare più chiaro e quindi più amaro, cerco di scacciare via questi pensieri il prima possibile, se ci si pensa troppo si diventa così intelligenti e lucidi che si inizia a vivere nella tristezza da consapevolezza e poi si impazzisce. Solo a pensarci c’è da sentirsi male. Laura dice che in questi mesi ha avuto molto da fare con la scuola e per questo non ha molte cose da raccontarmi, fingo di crederle. Le racconto di me, omettendo la parte relativa a Silvia, cerco di mostrarmi più simpatico e allegro e diverso da come mi conosce lei, ma mi rendo solo conto che risulto patetico. Laura mi chiede cosa mi ha spinto a ricontattarla dopo il nostro neanche tanto triste epilogo estivo mentre io cerco con tutte le mie forze di sviare la domanda o di dare risposte almeno plausibili. Laura forse capisce la situazione o forse no, fa cenno di si con la testa a tutto quello che dico, probabilmente non le interessa neanche tanto. Camminiamo fino al porto, quasi evitando di guardarci, forse lei è imbarazzata quanto lo sono io, forse fra noi le cose sono peggiorata rispetto a questa estate, forse sono io che invece di agire, passo troppo tempo a pensare a quello che dovrei fare. Laura mi chiede se potevamo andare a casa mia, non riesco proprio a dirle di no.

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sabato, 11 dicembre 2004
5 capitolo

Mastico una Chewing gum alla fragola sdraiato a pancia in giù sul letto mentre con la mente scorro velocemente il film dei miei ultimi cinque anni di vita. E’ buffo accorgersi che in fondo sono cambiate tantissime cose ma che alla fine alcuni atteggiamenti e modi di pensare ed essere sono rimasti invariati nel tempo e anzi si sono rafforzati diventando ormai parte di me senza che io potessi fare nulla per scacciarli o allontanarli. Si sono imposti senza che me ne rendessi davvero conto e ormai è difficile tornare indietro. E così sono diventato una delle persone più gelose del mondo, naturalmente solo quando la ragazza mi interessa davvero, chiaro. Poi addirittura non è gelosia normale è proprio che sono possessivo in una maniera esagerata e il problema è che posso farci davvero poco. Mi alzo di scatto dal letto per scacciare i pensieri faticosi, e accordo la chitarra perché non ho niente da fare ed è una cosa che mi rilassa. Provo ad improvvisare qualcosa ma oggi non è proprio giornata e dalle sei corde non vuole proprio uscire nulla. Mi sento come in una gabbia che mi sono creato con le mie mani e mi rendo conto che è proprio vero che alcune volte siamo liberi solo fisicamente ma che difficilmente lo siamo con la testa, ed è come essere in una galera. Probabilmente penso troppo… oppure sono troppo scemo. Non saprei, non l’ho capito, in questo momento della mia vita sono molte le cose che non capisco. Forse questa estate era tutto più semplice, i pensieri negativi sparivano via da soli e l’unica ansia che avevo era per degli esami, ma questo penso che sia abbastanza normale. Poi l’alcool mi aveva davvero aiutato, nel senso che non era lucido, mai. Dico seriamente. Mi alzavo già con il mal di testa e la giornata tra una bevuta una chiacchierata con gli amici e feste e altre cose non completamente legali e birre e, passava nel migliore dei modi, non c’erano problemi, o se c’erano non mi riguardavano. L’inizio di settembre e questo freddo inverno mi hanno rovinato, vittima della mia testa, dei miei pensieri e delle seghe mentali che non hanno mai fine. Passo giorni interni intorno a problemi inesistenti. E quel che è peggio è che ne sono cosciente. Vabbè sono ormai le otto e mezzo e  fra pochi minuti rivedo Laura e questo dovrebbe mettermi almeno un poco di buon umore, anche se dalle altre persone non bisogna mai aspettarsi niente, anzi se proprio volete aspettarvi qualcosa preparatevi a ricevere delusioni, quelle non ve le negherà nessuno, forse è una delle poche cose che ho capito dopo 19 anni. Mi sfilo i jeans e me ne metto altri più consoni ad una uscita con una ragazza con la quale si spera di combinare un qualcosa. In casa stò sempre con i jeans e magliette, odio le tute e soprattutto i pigiami, anzi, non nominatemeli nemmeno. Inserisco nel lettore il cd dei Marlene Kuntz e mentre ascolto Nuotando nell’aria mi aggiusto un po’ i capelli per quello che si può. Oggi non ho voglia di pettinature malate, oggi non ho voglia di niente.

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giovedì, 09 dicembre 2004
4 capitolo

Sono steso sul letto ed osservo il soffitto bianco, volto lo sguardo verso la finestra che dà sul giardino tenuto male dai proprietari del palazzo in cui vivo da ormai più di quattro anni. Ha smesso di piovere e uno stupendo arcobaleno mi sprona a darmi da fare con Laura, magari ad organizzare subito un uscita, che il pensiero di restare da solo un'altra sera mi fa venire un ansia terribile e mi sento mancare l’aria. Scrivo senza neanche pensarci più di tanto un messaggio tanto chiaro quanto noioso. Passo i primi cinque minuti successivi all’invio in preda ad un nervosismo che mi fa sragionare. Laura non risponde e mi chiedo se questo periodo di merda avrà mai fine. Bloccato. Sono bloccato sul letto senza forze, accendo lo stereo con il telecomando perché non riuscirei mai ad alzarmi, a volte la solitudine e la malinconia sono le malattie peggiori. Ma la radio non  passa mai niente di buono quando l’accendo io, piuttosto raramente poi, io di solito preferisco comprare i dischi interi dei mie cantanti, alla radio passano sempre le stesse canzoni, che sono anche le più orecchiabili ma che dopo tre volte ti hanno già rotto abbondantemente i coglioni. Girano solo i pezzi della Spears e della Aguilera e di Anastacia o comunque di quei gruppetti inglesi buoni solo a creare musichette per le pubblicità dei cellulari da farci ascoltare cinquantavolte al giorno finché non ce le fanno piacere per forza. E se c’è una cosa che non sopporto sono proprio i tormentoni. E comunque è il pop che non sopporto più, i video sembrano film erotici, le cantanti sempre più nude che conquistano il pubblico più con le tette che con la voce, a me non interessa sapere chi ha il culo più bello fra la Lopèz e la Minogue, il pop è morto, questa è pornografia.

Mi alzo facendo uno sforzo enorme, e inserisco un vecchio album di Vasco, mi riprendo un po’, mentre mi lascio nuovamente fagocitare dal letto ascolto il bip del cellulare che rompe in due l’aria. Il battito del cuore accelera in maniera spropositata e mi avvento sul Nokia pieno di speranza. Laura dice che va bene, che se proprio mi va stasera ci si può anche vedere, che è molto meravigliata che mi sono fatto vivo e che l’ho fatto solo perché sta la promozione dei messaggi gratis e quando leggo questa cosa mi rendo conto che: primo con questa non ci sono ancora uscito e già mi stà facendo paranoie e secondo che anche se ci siamo frequentati in passato per un quasi un mese la tipa ha capito ben poco di me. Vabbè mi dico, l’importante è che ha risposto, l’importante è aver risolto almeno x la serata, l’importante è non restare a casa e prendere un po’ d’aria. Ogni tanto il ricordo fresco e doloroso di Silvia torna a far male e cerco di scacciarlo pensando alle cose che mi ha rinfacciato nel bar. Anche se quando hai amato molto una persona non è così semplice dimenticarla, volente o nolente il suo fantasma ti perseguita per un bel po’ e non c’è niente da fare, solo il tempo guarisce.. Ha, comunque, visto che non mi sono ancora presentato, mi chiamo Andrea. Come il Paz e De Carlo che sono due dei miei miti preferiti. Insieme al Brizzi ovviamente, che però di nome fa Enrico ed è un po’ il mio dio personale. Mi accompagno solitamente a tre quattro amici anche se il mio hobby preferito è passare il tempo insieme alle ragazze che mi piacciono, ma questo si era già capito. I miei amici si chiamano Massimo, Francesco, Alex e Claudio. A volte li amo a volte li odio. Ma questo vale per tutte le cose.

 

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martedì, 07 dicembre 2004
3 capitolo

Cammino incazzato nero sul bordo della strada in preda ad una rabbia senza fine, avanzo a passo veloce fregandomene della gente che urto e prendo a spallate, ho voglia di correre verso il vuoto e gridare. Mi vengono in mente canzoni per dimenticare le storie andate male da cantare per darmi forza, ma mi rendo conto che questo mi fa sentire solo peggio. Mi sento solo al mondo e senza alcuna voglia di incontrare nessuno, di parlare, di pensare, niente, neanche di dormire. Torno a casa e vado nella mia stanza, sbatto la porta e mi butto di testa sul cuscino. Prendo il cellulare, forse spero di trovare un messaggio, di chiunque, magari di una ragazza, così per ripartire subito e mettersi alle spalle questa stupida storia, invece niente. Scorro la rubrica, mi chiedo se sia giusto stare così male, dipendere in questo modo da altre persone. Afferro nervosamente il libro di geografia finito chissà come sotto il letto e cerco di concentrarmi ma è tutto inutile. Fuori alla finestra il cielo è ancora scuro e non ne vuol sapere di smettere di piovere. Mando un messaggio a Massimo per vedere che intenzioni hanno per la serata, ma non sono neanche io tanto convinto di voler passare la serata fuori ma non posso neanche passare tutta la vita da recluso in casa e poi nella mia stanza ci sono troppe cose che mi ricordano di lei e non fanno rimarginare la ferita. Massimo risponde con uno svogliato “non so chiedi agli altri” e la sensazione che questo dicembre sarà davvero lunghissimo si fa tragicamente strada nei miei pensieri. Forse avrei qualche ex da chiamare, magari una di quelle che ho lasciato in passato, magari sono libere oppure escono anche loro da una brutta storia che vogliono al più presto dimenticare, si, e magari non aspettano altro che un mio sms… Potrebbe essere un idea, magari la Elena no, che è un cesso vergognoso e a questo punto sarebbe meglio restare a casa piuttosto che. La Giorgia, si, la Giorgia andrebbe di lusso,  ma è un po’ difficile che sia libera, è una che non riesce a starne molto tempo senza. Oppure la Susy, solo che la Susy è un po’ una rompicoglioni e con lei si finisce sempre a parlare di cazzi suoi dei quali poi a me non me ne può fregare di meno. E con tutti i pensieri che ho non ho proprio voglia di ascoltare il resoconto della sua triste vita. Laura, si, cazzo, come ho fatto a non pensarci prima, Laura è l’ideale, ci lasciammo all’inizio di questa estate per ragioni stupide, cercavamo tutti e due una storia senza impegno e dopo tre settimane tranquille senza né liti né dimostrazioni d’affetto particolari, ci sembrò giusto troncare tutto senza un motivo preciso, consapevoli che la piattezza della nostra storia non avrebbe mai avuto modo di risollevarsi a causa del basso interesse che avevamo l’uno per l’altro. Però ora le cose erano cambiate, io sono alla disperata ricerca di qualcuno che non mi faccia sentire solo e riesca a riaccendere in me la voglia di vivere e Laura è un bel po’ che non si accompagna con nessuno, anche se non ne capisco il motivo visto che a mio parere in questi mesi è molto migliorata d’aspetto e non vedo perché non potrei innamorarmene ora o perlomeno interessarmi a lei. Del resto mi capita spesso di rivedermi con ragazze con cui sono stato insieme in precedenza oppure ho avuto storie, sarà che se ci rimani in buoni rapporti, se un tempo nella coppia c’era stato qualcosina ci sono buone possibilità che un minimo di interesse si riformi, se non amore almeno attrazione fisica. Perso in questi miei pensieri, mi accorgo che si sono ormai fatte le quattro di pomeriggio e che se non voglio passare la serata da solo mi devo muovere.

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domenica, 05 dicembre 2004
2 capitolo

Mi alzo la mattina dopo e mi sento tutte le ossa rotte, devo aver dormito malissimo, tutte le coperte sono finite a terra ed ho un mal di gola che la metà basta. Vado in cucina a fare colazione e vedo mia madre impegnatissima a cucinare dolci natalizi e Luca, mio fratello attaccato al telefono con qualche suo amico o amica. Da fuori si sentono sempre più alte e confuse canzoni di natale che nello stato in cui mi trovo riescono solo a mettermi tristezza. Faccio colazione veloce preso da una folle frenesia senza senso visto che è da quando sono iscritto all’università che passo l’intera giornata a non fare un cazzo. Mi infilo un giubbotto pesante e scendo giù in strada senza una meta precisa, senza alcuna voglia di incontrare nessuno. E invece appena giro l’angolo mi imbatto in Carlo, uno dei miei amici più stretti, dalla sua faccia sembra che non abbia alcuna notizia relativa al mio recente fallimento sentimentale. Mi saluta sorridendo e mi appoggia una mano sulla spalla e con una voce tristemente allegra mi chiede come va… La cosa che più odio al mondo sono le persone che mi chiedono come va, e il guaio è che rispondono tutti “bene”, quando poi invece non ce n’è uno che sia contento della propria vita o di come vadano le cose, è una cosa che mi fa impazzire… Vabbè insomma, rispondo con un vago “di merda” e in seguito alle insistenza dell’ amico racconto con l’amaro in bocca in che modo la storia è finita. Parlarne mi fa sentire solo peggio e così cambio argomento spostando la conversazione sugli interessi che abbiamo in comune, pochi a quanto sembra.

Entriamo infreddoliti in un bar e dopo esserci seduti ordiniamo due punch per riscaldarci e rilassarci ma ci rendiamo subito conto che l’atmosfera non è delle migliori.

Sedute a pochi tavolini di distanza dal nostro Silvia e Monika, una sua compagna di classe, girano lo sguardo verso di noi. Sulle prime, un brivido mi sale lungo la schiena, poi osservo velocemente lo sguardo di Silvia che cerca di evitare il mio e vedo riflessa nello specchio il mio sorriso che si chiude in un ghigno di dolore. Giro lo sguardo a destra e sinistra in preda ad un forte disorientamento, torno sul suo viso che ora cerca nervosamente di evitare di guardarmi.

Il vero problema, però mi viene in mente subito dopo ascoltando le parole di Carlo che è a suo dire pazzamente innamorato della tipa, con il quale ha tristemente fatto amicizia durante un occupazione qualche settimana fa e mi ritrovo senza neanche accorgermene tirato per un braccio e spinto verso la coppia di ragazze senza poter far nulla per evitare che questo succeda. Silvia mi guarda in modo penoso, convinta che sia stato io ad avere la brillante idea di avvicinarci a loro, l’amica sorride a Carlo, ma è evidente che non è assolutamente interessata a lui e farebbe volentieri a meno della nostra incursione. Ci sediamo tutti e quattro al tavolino che essendo molto stretto ci costringe a stare molto vicini, io finisco tristemente di fronte a Silvia, in quanto Carlo si siede di prepotenza vicino a Monika. Sono già pentito di essere uscito stamattina quando il mio amico, visto che nessuno parlava e la situazione era ormai disastrosa chiede a Silvia il perché della nostra separazione, in quel momento la voglia di suicidarmi aveva ormai preso il sopravvento su di me, guardo la mia ormai ex negli occhi e la vedo sorridere ed elencare tranquillamente tutte le cose che non sopporta di me in ordine cronologico senza alcun scrupolo o pietà, abbasso lo sguardo, ma Silvia infierisce tranquillamente continuando senza alcuna sosta.. Quando inizia ad accennare alla mia mancanza di iniziativa mi alzo dalla sedia e mi infilo il cappotto, Silvia sorride e inizia a parlare delle mie sceneggiate di gelosia e di quanto io sia permaloso e immaturo, butto a terra la mia sedia, gli grido un “vai a fare in culo” e con gli occhi iniettati di sangue vado all’uscita imprecando fra i visi meravigliati della gente.

Postato da: AlexGuinness a 08:44 | link | commenti (15) |

sabato, 04 dicembre 2004
1 capitolo

Sono le otto e ventisette di questo inutile dicembre che scorre via lento e triste, cammino sul marciapiede bagnato dalla pioggia e reso scivoloso dalla neve col passo fermo e rallentato, scorro senza alcun interesse lo sguardo sulle vetrine che traboccano di rosso, di babbi natali appesi e nastrini colorati e luci e alberi di natale e idee regalo. Il Natale però mi è sempre piaciuto. Forse perché quando sei piccolo quel giorno fai il pieno di regali e ti sembra che la vita sia tutta un meraviglioso sogno o perché quando diventi un pochino più grande tutti quei giorni senza scuola e compiti a casa ti rendono euforico, oppure è l’atmosfera, o tutte queste cose insieme, solo che quest’anno le cose stanno diversamente, cioè, essere lasciati il 3 dicembre dalla ragazza a cui sei disperatamente innamorato non è il massimo per nessuno, figuratevi per me, che, cazzo, in questa storia mi ci ero buttato senza paracadute. E così eccomi qui, a camminare solitario sotto la pioggia battente per le vie di una città che mai come oggi non sento mia. Il fatto è che quando hai 19 anni prima di iniziare una storia non ti chiedi perché, ti chiedi perché no?, e poi dalla diffidenza iniziale, inizi a sentirti davvero preso, e ogni suo gesto diventa magico e iniziano ad arrivare messaggi con su scritte le cose più romantiche del mondo, e tu ormai hai perso il possesso delle tue azioni e hai il cuore bello che andato. E non ci pensi che fa tutto parte di un libro già scritto, che di storie così fra i 15e 20 anni e forse anche di più ne vivrai più di una decina, e saranno tutte uguali, e quei messaggi li hai già ricevuti identici da tutte le tue ex , e nonostante tutti i “ti amo”, “sei la mia vita” e i “non ci lasceremo mai” le storie hanno sempre avuto un autonomia di tre mesi al massimo. Forse l’arco d’amore di De Carlo esiste davvero, certo è che nelle storie adolescenziali dura davvero poco. Sono questi i pensieri che mi deprimono, e rendono questo Natale così triste ai miei occhi.

Silvia, si chiamava Silvia, o meglio si chiama Silvia, è solo che mi devo pur abituare a parlare di lei al passato. O forse mi dovrei abituare a non parlare più di lei. Ma è difficile, molto difficile. Siamo stati insieme per 4 mesi e mezzo, durante i quali a suo parere il suo amore per me è andato scemando giorno dopo giorno senza che io facessi nulla per risollevare la storia… Auguri, alla fine tra bugie, stronzate e prese in giro non me ne ero neanche accorto, poi un bel giorno prendi il cellulare e scopri che la ragazza che la sera prima ti aveva scritto uno splendido messaggio con scritto “buonanotte amore mio”, ora ti dà l’addio con un magico “è meglio che non ci vediamo più”… Cioè, voglio dire, i casi sono due, o la ragazza in questione soffre di doppia personalità, o ha cambiato idea nel sonno o è la più grande bugiarda del mondo, forse anche la più stronza.

Il fatto è che Silvia era Silvia, e se avete mai avuto una seria pseudo-seria capirete subito quanto fa male perdere di colpo una persona che si credeva di conoscere bene, salvo poi rendersi conto che non la si conosceva affatto. E mi ritrovo a camminare da solo in una città più buia e scura del solito, con una fitta allo stomaco perché la rabbia ha lasciato il posto alla tristezza e alla solitudine e perché stasera sembra che tutto giri male.

Credevo che uscire di casa mi avrebbe fatto bene, ma è stata evidentemente una pessima idea, di amici non se ne sono visti, magari sono chiusi in una pizzeria o chissà dove e di Silvia nemmeno l’ombra, e questo forse è stato un bene. In passato ho rincorso una ragazza che mi aveva lasciato da pochi giorni ed ad un certo punto, la tipa non ha cominciato a gridare con la sua stupidissima voce da quattordicenne “aiuto, mi vuole violentare”, e la gente si girava sul serio, mi sarebbe venuta voglia di picchiarla a sangue quella volta, altro che violentare.

Ma è sempre così, uno inizia una storia con le migliori intenzioni e poi… Ora mi ritiro a casa, con il morale a terra, la fitta allo stomaco che non ne vuole sapere di andar via ed il triste pensiero che un'altra storia d’amore è finita e di amore dentro ce n’era davvero poco.

Postato da: AlexGuinness a 16:05 | link | commenti (8) |

Welcome

Ciao a tutti...Su questo blog sarà pubblicato un libro che stò scrivendo in questi freddi giorni natalizi... Cercherò di aggiornarlo il più frequente possibile... Aspetto vostri commenti, insulti... qualunque cosa... ma commentate o contattatemi per dirmi cosa ne pensate... risponderò a tuttiii

Postato da: AlexGuinness a 16:02 | link | commenti (11) |